MARGHERITA PAPADIA - MADONNA DEL ROSARIO DELLE LACRIME DI SANGUE

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SI DECISE DI SOSPENDERE L’INTERVENTO


Fra i tanti casi accertati di guarigione istantanea, raccolti da Giovanni Cordiano e custoditi nell’Archivio privato della famiglia, nel fascicolo 1978 troviamo la documentazione presentata dalla signorina Antonietta De Masi, abitante a Bari sul Corso De Gasperi, riguardante la guarigione di sua madre, Papadia Margherita, avvenuta nel gennaio 1977.

Bari, 10/06/1978.

Nel novembre 1974 mi recai per la prima volta a Maròpati per visitare e ammirare personalmente il quadro della Madonna di Pompei, al centro del prodigioso fenomeno di sanguinamento.
Alla vista di quella così penetrante immagine, rimasi alquanto meravigliata; pregai la SS. Vergine affinché proteggesse mio cognato, già varie volte colpito da infarto, e per lui chiesi, ma invano, un po’ di ovatta imbevuta di sangue. Con una certa amarezza, per il rifiuto ricevuto, mi accingevo così ad uscire dalla miracolosa stanza, quando una signorina, visto il mio rammarico, rivolgendomi la parola mi rassicurò, dicendomi che se la Madonna avesse voluto, me lo avrebbe fatto tingere a casa (il cotone).
Trascorso circa un mese e mezzo dalla mia visita a Maròpati, il mattino del 6 gennaio 1975, alle ore 9, mentre mi alzavo dal letto, notai un gruppo di cinque croci sulla parte inferiore della tenda.
Confrontai subito la loro disposizione con quella delle piccole croci che avevano caratterizzato l’immagine della Madonna di Pompei (a Maròpati), e con indescrivibile stupore mi accorsi della loro netta somiglianza. Profondamente scossa di quanto accaduto, cominciai a tenere in grande venerazione la SS. Vergine di Pompei
Nel gennaio del ’77 mia madre fu ricoverata in Clinica Ostetrica per accertamenti e, dopo una degenza di 15 giorni, il Direttore della Clinica aveva deciso di effettuare una biopsia multipla e sottoporla, successivamente, all’asportazione della parte lesa.
Ero molto indecisa se dare o no il consenso, dato che, secondo il parere di un altro professore, sarebbe stato più pratico e meno rischioso eseguire direttamente l’asportazione generale, evitando così di sottoporre mia madre a doppia anestesia, considerando anche la sua precaria situazione cardiaca.
Tormentata dall’indecisione, mi affidai alla Madonna perché mi aiutasse a decidere nella maniera più giusta.
Dopo qualche giorno mi fu chiesta l’autorizzazione per eseguire l’esame bioptico. Presi ancora 24 ore di tempo, per informare i miei fratelli che vivevano fuori Bari, e l’indomani diedi il consenso ad eseguire l’esame.
Il pomeriggio successivo, come stabilito, mia madre fu portata in sala operatoria, ma dopo appena mezz’ora fece ritorno in camera, felice di non essere stata sottoposta ad alcun prelievo; il medico, infatti, non effettuò la biopsia, avendo riscontrato un evidente miglioramento che fu constatato il giorno seguente dallo stesso Direttore di Clinica e dal prof. Gambotto, medico curante di mia madre.
Sono certa dell’intercessione della Madonna di Maròpati a cui mi ero rivolta con tutte le mie forze.
A distanza di un anno ho portato mia madre ad una visita di controllo, in seguito alla quale è stato confermato il miglioramento, come si può riscontrare dalla dichiarazione del prof. Carlo Gambotto che allego alla presente lettera.
Nell’agosto scorso mi sono recata a ringraziare la Vergine Santa e a conoscere l’Avvocato Cordiano il quale ha desiderato una relazione scritta di quanto avvenuto.

Antonietta De Masi



Segue il Certificato Medico del Prof. Dott. Carlo Gambotto, Libero Docente in Patologia Ostetricia e Ginecologica:
Bari, 8/3/1978
La signora Papadia Margherita ved. De Masi, abitante a Bari in Corso Alcide De Gasperi 407/A, era stata ricoverata nel gennaio 1977 (C.G. 10/1977) presso la Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Università di Bari per una lesione sospetta della vulva: <<Vulvite leucoplasica con zone erosive>>.
Doveva essere sottoposta a biopsia perché si temeva che la lesione evolvesse verso una forma carcinomatosa.
Durante i preparativi per l’intervento si notò un repentino miglioramento, tanto che si decise di sospendere anche l’intervento bioptico.
In data odierna, ad oltre un anno dal ricovero (...), la lesione ha un carattere di stazionarietà e non presenta alcun fenomeno erosivo.

Dott. Gambotto Carlo


 
 
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