LA STORIA - MADONNA DEL ROSARIO DELLE LACRIME DI SANGUE

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LA STORIA

 


MADONNA DEL ROSARIO DELLE LACRIME DI SANGUE
Piange da oltre 40 anni!

(A cura di Padre Crispino Lanzi e dell'Associazione)




MAROPATI
(Reggio Calabria)



Paese a 12 Km. dalla stazione ferroviaria e dall’autostrada di Rosarno, conta 1.500 anime. Prima dei fatti di cui parliamo, la frequenza alla chiesa era scarsissima, si bestemmiava ovunque e a voce alta. Ora la chiesa è frequentata, la bestemmia si ode raramente, ogni giorno tante persone recitano il rosario e gruppi di devoti pregano nella stanza del Quadro.
Il Segretario comunale di Maròpati, C. Laganà, scrive: “Il prodigioso evento di Maròpati è una sconvolgente esplosione mariana - come mai avvenuta altrove - di cruento dolore e di immensa pietà”.


IL FATTO


Una persona umile, francescana secolare, fedelissima al Vescovo e al Parroco, che soffre e prega giorno e notte, è stata la confidente della Madonna: è Immacolata L.. Ella in una lettera al suo Direttore Spirituale P. Alfonso Di Bartolo (già per due volte Superiore Provinciale dei Cappuccini Calabresi) avvertiva che la Vergine avrebbe dato segni evidenti per richiamare l’attenzione sui moltissimi peccati e gravissime offese contro il suo figlio Gesù (e sull’infedeltà di alcuni Sacerdoti e Religiosi). Affermava: “A Maròpati, in casa dell’avvocato Cordiano, la Vergine, in una sua immagine, verserà abbondanti lacrime di sangue”.
Ebbene, dopo 26 giorni, ecco il pianto di sangue in casa di Cordiano, nella stanza di riposo, da un Quadro della Madonna del Rosario (69 x 99).
Si è macchiato anche il guanciale del letto dell’avv. Cordiano. Questi per 12 anni fu sindaco marxista e fin da ragazzino è sempre vissuto senza pratica religiosa. Per diversi mesi ha cercato di tener nascosti i fenomeni di sangue che si ripetevano. Si è convertito a Gesù soltanto dopo un anno. È morto piamente nel 1986, visitato e benedetto dal Vescovo.


IN SEGUITO


Le sanguinazioni dell’Immagine, dal 3 gennaio 1971, si sono sempre ripetute, a periodi irregolari, diverse volte ogni anno, per tutti questi 30 anni, e tuttora continuano. Ciò è avvenuto alla presenza di tante persone che hanno visto, toccato, fotografato, filmato quel sangue che partiva dagli occhi, dal cuore di Maria e di Gesù Bambino, dalla mano che allunga il rosario, e scorreva dalla parte esterna del vetro aderente all’Immagine. Tuttora si vede lungo il vetro una grande cascata di sangue essiccato.
Il pianto di sangue fu abbondante nel Giovedì Santo 1975 (anno santo) dalle ore 11 alle 11,30 alla presenza di un folto gruppo di persone tra cui c’era un Predicatore Cappuccino della Romagna, P. Crispino Lanzi, che stava predicando una frequentatissima Missione.
Anche il piccolo Crocifisso che è appeso sotto il Quadro, più volte ha sanguinato ed è apparso tutto bagnato di sangue.


SONO STATI ESEGUITI ACCURATISSIMI ESAMI SCIENTIFICI
DEL SANGUE CHE SCENDE DAL QUADRO


I primi esami sono stati ordinati il 25 e il 29 marzo 1971 dall’esorcista Don Vincenzo Idà (vissuto e morto in concetto di santità e di cui è in corso la Causa di Beatificazione) presso l’Ufficio d’Igiene di Reggio Calabria ed hanno dato questo esito: “sangue umano”. Il 22 novembre 1971 vengono nuovamente rimossi i sigilli del Quadro e prelevati due campioni in doppio che, sigillati dal Pretore, vengono consegnati al Vescovo De Chiara che li fa analizzare presso il “Policlinico Gemelli” di Roma ottenendo la stessa risposta: sangue umano”. S.E. De Chiara mai ha pronunciato condanne.
Tutte le analisi scientifiche documentate dal libro: “30 anni di prodigi”, parlano di sangue umano. Soltanto le analisi di Aragona (Messina) parlano di sangue di tanti animali che lui nomina. Ma sono analisi presto smentite: a Bologna, infatti, tutti quegli stessi campioni di sangue sono stati esaminati da altissimi scienziati, utilizzando sieri speciali ritirati dalla Germania, con questo esito: “C’è soltanto sangue umano, con esclusione assoluta di sangue animale” (Cfr. “30 anni di prodigi”, pag. 139-141).
ESISTE PERFINO UNA DOCUMENTAZIONE DELLA RAI-TV che nel maggio 1971 e il 6 novembre 1972 fece dei cortometraggi (800 metri di pellicola): in questi filmati si vede passare davanti al volto della Madonna una nuvoletta, poi questa scompare e si vedono scendere gocce di sangue dagli occhi e dal cuore della Vergine santa. Questo documento è stato trasmesso dalla TV Svizzera.


UN ACCENNO ALLE INNUMEREVOLI MACCHIE DI SANGUE FUORI DEL QUADRO


Si sono formate delle croci di sangue sul muro sotto l’Immagine, e macchie di sangue sono apparse molte volte sul tavolo che sta sotto il Quadro e in immaginette della Madonna del rosario e in tante strisce di cotone e in migliaia di fazzoletti avvicinati al Quadro. Queste macchie – spesso a forma di croce – in genere sono apparse nella stanza del Quadro, ma non rare volte si sono formate a distanza di tempo e di luogo (nel viaggio sia di andata che di ritorno, sull’auto, in pulman, nella propria casa, ecc.). Da notare che nei pezzi di cotone il sangue a volte era perfino gorgogliante e non veniva assorbito e si manteneva fresco per ore e per giorni. Diverse persone hanno fatto eseguire analisi scientifiche di quel sangue e il risultato è stato sempre il medesimo: “sangue umano”.
La celebre stigmatizzata e Serva di Dio Teresa Musco, in gennaio 1973, scrive: “Mentre stavo in chiesa in preghiera, la Mamma Celeste mi ha detto: <<Teresa, io ti lascio questo nome (quello del Parroco di Maropati, Don Eugenio Anile, che lei non conosceva) scrivi a lui e digli che ti dia un fazzoletto macchiato di sangue>>. Lei poi dirà al Parroco Don Eugenio: <<Con quel fazzoletto macchiato di sangue, ho ottenuto 4 guarigioni in Caserta>>. <<Con altri fazzoletti insanguinati sono guariti dal cancro 3 persone>>” (Cfr. “30 anni di prodigi” pag. 149).
La mistica Maura Nicolosi che aveva il “dono delle lingue e delle estasi”, ha ottenuto cose prodigiose mediante fazzoletti insanguinati e ha rivelato messaggi della Madonna.
La professoressa Grazina Purpura, della provincia di Palermo, con la sua grande fede, ha avuto circa 500 fazzoletti insanguinati.
Mons. Saverio Ferina (Cancelliere di Monreale), il celebre Don Labellarte, il fervente Don Gaetano Scuderi, lo stimatissimo sacerdote salesiano e famoso esorcista P. Giuseppe Tomaselli, il mistico Don Gobbi e tanti altri ottimi sacerdoti hanno visto molti segni evidenti di sangue come li hanno veduti l’avv. Cordiano e familiari, il Parroco Don Eugenio Anile (miracolato dalla Madonna: cfr. “U. Di Stilo in Gazzetta del Sud del 16 maggio 2003: Don Eugenio, il parroco miracolato dalla Vergine), sua sorella Mimma, Corrado Anselmo, ecc.
Coloro che hanno visto o le lacrime di sangue nel Quadro o le macchie di sangue sui fazzoletti o nei pezzi di cotone o nelle immaginette sacre o altrove, sono centinaia di migliaia.
Un insigne visitatore, l’Arcivescovo di Monreale, Mons. Corrado Mingo, dopo diversi e ferventi pellegrinaggi a Maròpati, ha ripetuto: “Mai, mai in nessun celebre Santuario, neppure a Lourdes o a Fatima o a Pompei, ho avuto sentimenti religiosi o ascetici così forti e frutti spirituali così abbondanti come davanti alla Madonna delle lacrime di sangue di Maropati”.


CONVERSIONI NUMEROSISSIME!


Si tratta di tante persone del popolo, di molti intellettuali, di individui che non sapevano nulla di religione, di sacramenti, di preghiera, che non conoscevano neppure il Padre nostro e l’Ave Maria.
Moltissime le Confessioni ben fatte dopo 40 o 60 anni di lontananza da Dio: questi sono i più grandi miracoli!


GUARIGIONI INNUMEREVOLI


Ne riportiamo solo qualcuna.

·    La fanciulla Pina Caloiero di tre anni da Luzzi (Cosenza) non camminava perché fin dalla nascita soffriva di una malformazione alla gamba destra più corta di due centimetri. Ebbene, mentre, il 25 aprile 1972, era davanti alla Madonna e accanto a sua madre che pregava, circondata da una grande folla di pellegrini, guarisce all’istante. Il Parroco di Maropati Don Eugenio Anile che, per caso, era presente con la cinepresa, ha filmato i primi passi di quella bambina completamente guarita.


·    L’1 agosto 1972 Salvatore Còcina, di anni 35 di Adrano (Catania), da 7 anni era totalmente paralizzato, in carrozzella, per distaccamento del midollo spinale in seguito alla caduta da un’impalcatura, incomincia improvvisamente a camminare nel nome della Madonna di Maròpati.


·    Il 10 agosto 1972 va  in pellegrinaggio a Maròpati Zappalà Pietrina (Via Prato 32 – Adrano di Catania), la quale doveva essere sottoposta ad intervento chirurgico alla gamba presso l’ospedale S. Marta di Catania. Applica alla gamba un pezzo di cotone col sangue della Madonna. In sala operatoria al chirurgo non resta che accertarne la guarigione.


·    Bruno Aurelia nel giugno 1972 ha perduto completamente la vista. Dopo circa un anno si rivolge a Piluso Umile cui chiede e ottiene che con un pezzetto di cotone macchiato con il sangue della Madonna passi sui suoi occhi spenti. Nella seguente notte la Bruno riacquista la vista normale.


·    Barbalace Melina in Zurzolo di Meadow (Australia) il 4 gennaio 1974 attesta che dopo aver posto sul letto della figlia Stella, che era muta una immaginetta della Madonna di Maròpati, subito la figlia ha incominciato a parlare.


·    Il 7 novembre 1974 il P. Gaetano Musciotto di Cefalù ha un gravissimo incidente di auto riportando la rottura di dieci costole e della scapola sinistra, trauma cranico con lesioni del nervo ottico e versamento pleurico. Non dà segni di vita. All’ospedale di Cefalù decidono di avviarlo al Centro di Rianimazione di Palermo. La sorella passa sul suo volto un poco di cotone bagnato del sangue della Madonna di Maròpati che porta con sé nella borsetta. Egli subito incomincia a riprendere vita e viene avviato, non al Centro di Rianimazione, ma al reparto chirurgico dell’ospedale civico di Palermo dal quale dopo soli 20 giorni viene dimesso completamente guarito.


·    Don Eugenio Anile, Parroco di Maropati, guarisce da atrofia cerebrale e cerebellare (distruzione irreversibile di aree del cervello e del cervelletto) che, nel marzo 2000, lo aveva ridotto allo stato vegetativo. A soli 3 mesi dall’insorgere della malattia, dopo che la sorella gli aveva passato sul corpo una reliquia di sangue della Madonna, guarisce inspiegabilmente.


·    Daniela Sorbara da Maropati nel 2002 era in attesa di una bambina e tutto sembrava procedere bene fino a quando, a seguito di una ecografia di routine alla XXI settimana di gravidanza, il ginecologo che la seguiva riscontrava nell’addome della bambina un’ansa intestinale dilatata rispetto all’epoca gestazionale. Dopo esami approfonditi eseguiti a Roma,  presso il Centro Artemisia di Medicina Prenatale e nell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, e a Cosenza da una dottoressa del Centro di Chirurgia Neonatale, veniva confermato il  quadro clinico della nascitura “riferibile ad occlusione intestinale”; unico rimedio terapeutico era “l’ eventuale trattamento chirurgico alla nascita” (come si legge nella cartella clinica). Ogni mese la donna si sottoponeva a controllo ecografico e il quadro clinico rimaneva immutato. Un giorno, appena tornata da Roma, dopo un ennesimo controllo, ottiene dalla sorella del Parroco, Mimma Anile, un pezzettino di stoffa con le lacrime di sangue della Madonna. Con tanta fede, Daniela portò addosso, per tutto il restante periodo della gravidanza, la reliquia e pregò tanto la Madonna del Rosario delle Lacrime di Sangue, assieme a tutti i gruppi di preghiera. Il 9 gennaio 2003, alle ore 12:45, a Cinquefrondi (RC), con taglio cesareo, è nata Maria Francesca, in ottimo stato di salute fisica e mentale, senza necessità di interventi, terapie o altro, con grande stupore dei medici che erano stati all’ertati per l’intervento sulla neonata.


·    Elena Valente da Piazza Armerina (EN), Ministro Straordinario della Comunione, si dichiara miracolata dalla Madonna delle Lacrime di Sangue di Maropati. La donna, nella seconda metà dell’agosto 2004, iniziò ad accusare un dolore acuto al fianco destro che si irradiava posteriormente. Da tutte le visite specialistiche e dagli accurati esami effettuati (ecografia transvaginale, TAC, ecc.) risultava la presenza di  una “massa mobile”, che copriva alternativamente l’ovaio destro e sinistro. Durante questo doloroso iter, Elena appura dei prodigi operati dalla Madonna delle Lacrime di Sangue di Maropati. Si mette in contatto telefonico con una signorina del Gruppo di Preghiera di Maropati, le racconta i sui problemi di salute confidandole le sue paure, le chiede il libro delle testimonianze e una reliquia e si affida alle preghiere di tutta la comunità.  Ricevuto quanto richiesto, pone subito indosso la reliquia con grande devozione, accompagnando al gesto le preghiere. Intanto anche il chirurgo, consultato per un eventuale intervento, conferma la “massa mobile”. << Continua la “catena di preghiere” alla Madonna di Maropati – dichiarerà in seguito la donna -, mia, di chi mi conosce e vuol bene nelle comunità che frequento, della stessa comunità di Maropati, rafforzati tutti peraltro da contemporanei episodi di grazie ricevute dopo aver portato addosso la reliquia. I primi di dicembre eseguo la colonscopia e la TAC: tutto nella norma! Alla TAC viene solo consigliata un’ulteriore ecografia endo-vaginale, che eseguo i primi di gennaio con DIAGNOSI NEGATIVA>>.  Il 16 aprile 2005, nel corso di un pellegrinaggio a Maropati, durante una commovente Cerimonia, la signora Elena ha reso pubblica testimonianza dell’evento di cui è stata protagonista.


ATTENZIONE: Abbiamo esposto soltanto una piccolissima parte delle innumerevoli meraviglie della Madonna di Maròpati. Non è possibile a persone ragionevoli negare queste realtà chiarissime e documentatissime.

“I fatti sono fatti e nessuno potrà mai distruggerli!”

CONCLUSIONI PRATICHE


DOBBIAMO ESSERE OSSEQUIENTI AI VESCOVI E COSTORO DEVONO ESSERE SAGGI E PRUDENTI, come lo furono per i fenomeni di Fatima, sui quali non emisero mai affrettate condanne, e dei quali la Chiesa diede l’Approvazione soltanto dopo 23 anni. Ma… guai se in quei 23 anni fossero stati proibiti i pellegrinaggi privati: tutto si sarebbe spento con enormi perdite spirituali per il mondo intero. S. Paolo grida: “Non vogliate spegnere lo Spirito Santo! Non disprezzate le profezie: esaminate tutto e tenete ciò che è buono!” (1 Tess. 5,19-20). Non hanno spento lo Spirito Santo i Vescovi che, in questi nostri tempi difficili, hanno approvato le apparizioni e i pianti della Madonna a Parigi (nel 1830, in Rue de Lubac), a La Salette (nel 1846), a Lourdes (nel 1858), a Pontmain (nel 1871), a Fatima (nel 1917), a Siracusa (ove, nel 1953, ha pianto per 4 giorni), ad Akita in Giappone (ove nel 1975 ha pianto, anche sangue, ben 100 volte). A Kibebo in Ruanda (ove è apparsa e ha pianto dal 1981 in poi, e ha predetto la terribile carneficina che si scatenò tra le tribù). La Vergine soprattutto è apparsa e appare a NAIU, nella Corea del Sud, dal 1975. Qui nei primi 10 anni i  pianti sono stati un migliaio (circa 250 erano le lacrimazioni comuni e circa 750 erano lacrimazioni di sangue). L’Arcivescovo locale ha dato piena Approvazione e a volte è stato presente ai pianti di sangue.


POSSIAMO RECARCI A PREGARE LA MADONNA A MAROPATI? SÌ, CERTAMENTE! Per “Maròpati” non esiste alcuna condanna vera. Ci fu un’affrettata “Notificazione”, nel 1980,  inviata alla “Congregazione della Fede” e divulgata dall’Amministratore Apostolico S.E. Sorrentino, ma essa “non ha alcun valore giuridico”, è “nulla” perché fu emanata (cosa assurda e incredibile) con la firma del Vescovo Bergamo, già defunto, senza nessuna firma di Mons. Sorrentino.
Non è possibile che Mons. Bergamo, abbia mandato alla suddetta congregazione tale “Notificazione”. I fatti si svolsero così:
Il 2 ottobre 1980 il Vescovo Santo Bergamo manda a Maròpati due Sacerdoti diocesani, per condurre un’inchiesta sui fatti prodigiosi, onde avere una relazione dettagliata.

L’undici ottobre, però, il Vescovo improvvisamente muore!

Lunedì 13 ottobre, giorno fissato per la discussione dei fenomeni di Maròpati, si celebrano, invece, i suoi funerali.  (cfr. “30 Anni di Prodigi”, pag. 342-345).
In merito ai Pellegrinaggi non organizzati da Sacerdoti o da Diaconi, ma diretti da fedeli laici, Papa Ratzinger, quando era Prefetto della Congregazione per la fede, affermò: "I pellegrinaggi privati non sono proibiti”. E i Vescovi e i Sacerdoti hanno l’obbligo di prestare assistenza spirituale ai pellegrini sia in pulman sia nelle chiese del luogo. (cfr. rivista “Madre di Dio”, di gennaio 1984; cfr. “Maria, alba del 3° millennio”, ed. Ares 2001, pag. 356). Anzi, i pellegrinaggi privati in molti casi possono diventare un grande bene; infatti le approvazioni ecclesiastiche di apparizioni e pianti e visioni, e le Beatificazioni e Canonizzazioni dei Santi sono state sempre precedute dalle preghiere, dalla devozione e dai pellegrinaggi. L’Arcivescovo del New Mexico, a proposito dei fatti di Medjugorje, parlando con un gruppo di persone ebbe a riferire che nel suo ultimo incontro con il Papa chiese se doveva proibire i pellegrinaggi. Il Pontefice rispose: <<Lasci che la gente vada: laggiù si prega! …Vada e preghi anche per me>>.


CI SI MERAVIGLIA CHE LA MADONNA PIANGA?


Il Vangelo dice: “A Dio nulla è impossibile!” La veggente Lucia afferma: “La Vergine di Fatima annunciò che avrebbe pianto in molte parti del mondo”. Come può non piangere vedendo che tanti suoi figli spirituali vivono in peccato grave e così corrono verso l’inferno? Perciò…”mi meraviglierei – scrive il Vescovo Mons. Franzi – se la Madonna non piangesse!”
Ritorniamo tutti a Cristo e alla sua Chiesa! alla S. Messa domenicale! ai Sacramenti! alla fervente preghiera! al rosario quotidiano! Soltanto così (come ripete la Vergine a Fatima, a Medjugorje, e, con lacrime di sangue, a Maròpati) avremo salvezza terrena ed eterna.


La documentazione riportata è stata tratta dai volumi Trent' anni di Prodigi, Verserò Lacrime di Sangue e Il Calvario di Maria di Giovanni Mobilia, scritti soltanto per amore a Gesù e alla Madonna, pieni di sicurissime testimonianze e documenti di guarigioni straordinarie (firmati da dottori e scienziati). Per informazioni:


Associazione Madonna del Rosario delle Lacrime di Sangue
Viale P. Nenni, 13 - 89020 Maropati (RC). Tel. 0966.945071 - 334.8615084



a Cura di Padre Crispino Lanzi – Convento dei Cappuccini di Forlì -  Testimone oculare di tre sanguinazioni.
Aggiornato dalla Redazione dell'Associazione della Madonna.


 
 
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