TERESA MUSCO - MADONNA DEL ROSARIO DELLE LACRIME DI SANGUE

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TERESA MUSCO



Il 31 gennaio 1973 al Parroco Anile arriva una lettera da Caserta.
Chi scrive è la mistica Teresa Musco, morta in odore di santità e della quale è già in atto il processo di beatificazione.
Don Anile non sapeva chi fosse Teresa Musco, e a quali straordinari fenomeni ascetici era soggetta. Ecco il testo della lettera:

Caserta, gennaio 1973

Dio solo!
Rev. Padre, scusatemi se mi permetto di scrivere queste due parole, ma è perché, mentre che stavo in chiesa in preghiera, la Mamma celeste mi ha detto:
Teresa, io ti lascio questo nome (quello del Parroco Don Eugenio Anile). Scrivilo e di’ che ti dia un fazzoletto con le mie lacrime!"
Poi mi ha detto che siete un’anima molto bella. Ecco perché ha permesso che voi foste il Parroco (dove Lei si è manifestata).
Rev.mo Padre, Gesù mi ha crocifissa coi suoi chiodi, ma la Mamma mi sorregge dal peso.
Pregate anche per me mentre che la Mamma piange, perché molte volte mi tiro indietro alla sua chiamata.
Mi ha dato molti messaggi per lei. Mi risponda a questa lettera che io, subito, le spedisco i miei messaggi.
Io la saluto e le bacio la mano di vero cuore.
Vi saluto.
Vostra aff.ma figlia in Gesù Cristo.
Teresa Musco

P.S. Vi prego una massima riservatezza nell’indirizzo, di non darlo a nessuno. La Mamma Celeste vi metta sotto il Suo manto.

***


L’Arciprete invia a Teresa un fazzoletto macchiato di sangue, alcuni fogli ciclostilati sulla cronaca dei fatti e anche delle immaginette della Madonna.
Il buon Parroco rimase nell’attesa di un riscontro e dei Messaggi che lo riguardavano, ma invano. Intanto, da una persona siciliana, seppe che Teresa Musco aveva le stigmate e che da anni vedeva la Madonna e riceveva messaggi.
Il 3 maggio dello stesso anno, passando per Caserta, assieme al signor Michele Anselmo da Maròpati, si recò a trovare la donna.
Teresa gli disse:
<<Con quel fazzoletto macchiato dal sangue della Madonna, ho ottenuto quattro guarigioni, in Caserta.>>
Il 1° giugno 1973, la professoressa Grazina Purpura va a fare visita a Teresa.
La donna era a letto, immersa nelle sue sofferenze mistiche. Quando Grazina le mostrò un fazzoletto macchiato di sangue della Madonna di Maròpati (veniva, infatti, da Maròpati ed era diretta a Roma), Teresa se l’accostò al cuore e disse:
<<Questo fazzoletto è mio, me lo dai?…Mi serve per un’ammalata di cancro. Col sangue di altri fazzoletti sono già guarite due persone pure affette da tumore.>>
Grazina ricordò a Teresa che il Parroco di Maròpati, don Eugenio Anile, aspettava il “messaggio” che lei aveva promesso di inviargli. La mistica rispose: <<Non è più necessario che lo mandi, perché è uguale a quello già stampato (quello di Immacolata)…anche se le anime sono diverse e in luoghi diversi e non si conoscono…la Madonna e Gesù parlano nello stesso modo…Non lo mando anche perché non voglio che il Parroco faccia il mio nome.>>
Grazina, prima di andarsene, promise a Teresa che le avrebbe inviato i negativi di una fotografia raffigurante l’Ecce Homo.Quando Teresa ricevette i negativi, ne fece stampare tre copie. Una di queste copie disse di metterla nella stanza del quadro.
L’otto dicembre 1973, presente la stessa Grazina Purpura, a Maròpati, nella stanza del quadro sul vetro dell’Ecce Homo di Teresa Musco, comparvero tre croci di sangue.
Per proteggere le croci, l’Avvocato Cordiano rivoltò il vetro, cosi che ancor oggi sono visibili.
Grazina, nella sua visita a Teresa, aveva espresso il desiderio che la Madonna macchiasse l’immagine in modo che i pellegrini che si recavano a Maròpati, vedendola, si commuovessero dinanzi all’Uomo dei dolori.
Durante la manifestazione di sangue, si macchiarono anche due fazzoletti, uno per Teresa e uno per il suo Direttore Spirituale, Padre Franco Amico.
In data 15 aprile 1977 D. Eugenio chiede al Direttore Spirituale di Teresa, Don Franco Amico, se era possibile avere (anche in fotocopia) i Messaggi che lo riguardavano.



Rev.mo Don Franco Amico
Parroco di Castel Volturno (Caserta)


Il giorno 31 gennaio 1973 mi pervenne la lettera di Teresa Musco che le accludo in fotocopia.
Di Teresa Musco io non avevo mai sentito parlare né nominare.
Risposi inviando una lettera con acclusi: un fazzoletto con macchie di sangue della Madonna del Rosario delle lacrime di Sangue da Maròpati, alcuni fogli ciclostilati ed alcune immagini.
Non ebbi risposta alla mia.
Di ritorno da Milano, assieme ad un mio carissimo amico, il signor Anselmo Michele da Maròpati, mi fermai a Caserta e fummo ricevuti da Teresa, nonostante fosse martedì.
- <<Teresa, ho inviato quanto richiestomi, ma ancora non ho ricevuto i messaggi.>>
- <<Non ho avuto tempo.>> mi risponde.
- <<Potrò averli in maggio?>>
- <<Non lo so.>>
- <<Verrà qualche volta a Maròpati?>>
- <<Non lo so>>, soggiunse, <<Sa, io con quel fazzoletto ho ottenuto quattro guarigioni qui a Caserta. Ne voglio altri cinque fazzoletti!>> Poco dopo mi consegnò cinque fazzoletti. Si parlò della Madonna di Maròpati e poi andammo via. Era con il volto tutto roseo, di un colore che la rendeva una creatura non terrena.
Nello stesso mese di maggio inviai i cinque fazzoletti e rimasi in attesa dei messaggi.
Mentre ero a Roma, l’anno scorso, ho saputo dell’avvenuta scomparsa di Teresa Musco.
Don Franco, La prego di voler inviare i messaggi promessimi od almeno fotocopie di essi.
In fiduciosa attesa e in fede di quanto sopra la saluto in Cristo e Maria.


Parroco Sac. Anile Eugenio

Confermo quanto sopra detto.
Anselmo Michele
Maròpati, aprile 1977





 
 
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