SALVATORE COCINA - MADONNA DEL ROSARIO DELLE LACRIME DI SANGUE

Cerca nel sito
Vai ai contenuti

Menu principale:

SALVATORE COCINA

 
Salvatore prima della guarigione
 
Salvatore dopo la guarigione
 
 



NON POTEVO MUOVERMI
SE NON CON LA CARROZZELLA




Il 17 settembre, con un pellegrinaggio da Adrano, arriva il miracolato Salvatore Còcina, abitante in Via Giarretta N°3.
Conosciuto da tutti, perché costretto in carrozzella da ben sette anni, per paralisi dovuta a distaccamento del midollo spinale in seguito ad una caduta da un’impalcatura, è stato guarito dalla Madonna di Maròpati. Salvatore, da allora in poi, divenne un assiduo frequentatore ed organizzatore di pellegrinaggi per  Maròpati.
Di seguito viene riportata la sua dichiarazione:


Io sottoscritto Cocina Salvatore, nato ad Adrano (CT) il 3.1.1947 ed ivi domiciliato in Via Giarretta N° 3, dichiaro quanto segue:

Nel gennaio 1967 ho avuto dolori alle  gambe; nel 1968 sono stato operato di appendicite e nel 1969 sono stato operato di ernia al disco di ambo le gambe, per cui il prof. Politini di Firenze, che viene presso lo studio del prof. Scaglietti, mi ha detto che sarei dovuto rimanere due anni senza lavorare e senza fare alcuno sforzo.
Date le mie necessità economiche sono stato costretto ad andare a lavorare subito e, dopo otto giorni circa, sono caduto e mi sono rotto la schiena, per cui sono rimasto paralizzato nella parte inferiore del corpo e non potevo muovermi se non con la carrozzella.
Il 28 maggio del 1972 la paralisi si è acutizzata e si è propagata anche al braccio destro, per distaccamento del midollo spinale, come mi è stato detto a Milano.
Per mezzo del prof. Laboria, abitante in Catania, primario dell’Ospedale Garibaldi, sono riuscito ad essere accettato presso l’Ospedale Maggiore di Niguarda di Milano, Reparto Fisioterapia Degenza, dove il prof. Colombo ha fatto un trapianto del midollo spinale, con la speranza che dopo 25 giorni sarei stato mandato a casa; mentre la capo-reparto mi ha detto che avrebbero dovuto passare almeno 15 mesi prima di tornare a casa, sempre nelle medesime condizione, cioè sempre paralitico.
Dopo sette giorni, non so se in sogno o da sveglio, mi è comparso S. Gioacchino da Canicattì e mi ha detto:

<<Salvatore, perché non cammini? Mi ha mandato la Madonna del Rosario (delle Lacrime di Sangue) per farti camminare!>> Io rispondo:

<<Non posso camminare...>> E lui:
<<Domattina, quando andrai in palestra, ti fai togliere l’apparecchio dalle gambe e dovrai camminare!>>
In effetti, la mattina dell’1/8/1972 (ore 8:10), alla palestra ho sentito la mano libera ed ho chiesto di avere tolto l’apparecchio dalle gambe. Le dottoresse non volevano assolutamente saperne ma, minacciando che avrei tagliato io stesso i lacci, mi hanno accontentato e subito ho camminato, lasciando allibiti i presenti.
Oggi vengo a Maròpati camminando con le mie gambe a tributare grazie alla Madonna del Sangue che mi ha miracolato.


Maròpati, 17/09/1972



Cocina Salvatore
Capigruppo del pellegrinaggio:
Angelina e Teodoro Starvaggi.




 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu