SAC. EUGENIO ANILE - MADONNA DEL ROSARIO DELLE LACRIME DI SANGUE

Cerca nel sito
Vai ai contenuti

Menu principale:

 


IL PARROCO MIRACOLATO


DICHIARAZIONE DI MIMMA ANILE
Sulla guarigione del Parroco di Maropati Don Eugenio Anile.


Il giorno 16 marzo 1999 mio fratello Eugenio si è sentito male più volte nel corso della giornata, causando, inoltre, dei lievi incidenti stradali provocati dalla mancanza di orientamento spazio-temporale, tant’è che alcune persone di Maropati l’hanno dovuto riaccompagnare a casa (S. Mobilia e R. Laurito).
Nella stessa sera ci fu un ulteriore aggravamento con perdita del senso dell’equilibrio ed incoordinazione motoria. Questi sintomi pensavo fossero dovuti a sbalzi di pressione, tuttavia, preoccupata, chiamai subito il medico (dott. Vincenzo Gallizzi), il quale prescrisse delle cure provvisorie, in attesa di rivisitarlo l‘indomani.
Dopo circa ventiquattro ore le sue condizioni si aggravarono, poiché perse il controllo degli sfinteri e, dopo una caduta, rimase momentaneamente privo di conoscenza.
Chiamai nuovamente il medico il quale diagnosticò una sospetta grave ischemia cerebrale, prescrivendo, oltre alla terapia, gli accertamenti clinici del caso.
Preoccupata mi rivolsi con tanta fede alla Madonna del Rosario della Lacrime di Sangue, affidandomi alle preghiere della signorina Immacolata Lombardo e della signora Katia Cordiano. Quest’ultima, dopo alcuni giorni, mi comunicò che la Madonna le aveva dato un segno: su un batuffolo di cotone messo sull’Altare, sotto la miracolosa immagine, in una busta con il nome di mio fratello, si era formata una croce di sangue! Sulla parte superiore, in corrispondenza del capo, il segno emografico risulta più pronunciato con un segno a forma di freccia.
Successivamente trasportato, in gravi condizioni, presso lo Studio Radiologico di Siderno, a firma del Dr. Demetrio Zema, veniva riscontrata “un’atrofia cerebrale e cerebellare”.
In questo periodo, mio fratello non riusciva né a stare in piedi né seduto, non era in grado di parlare né tantomeno d’inghiottire. Tutti i parrocchiani erano al corrente delle gravi condizioni di salute del parroco ed anche la Curia, informata dei fatti, era pronta a provvedere alla sostituzione.
Vedendo che non vi erano segni di miglioramento pensai di passargli il batuffolo insanguinato, su tutto il corpo e, da quel momento, iniziò la guarigione.
Don Eugenio, il 23 maggio dello stesso anno poté celebrare la Messa.
Adesso guida l’automobile, attende con regolarità alle funzioni sacerdotali ed è mentalmente più lucido di prima, nonostante i suoi 82 anni.
Ho aspettato, pur avendo la certezza che la Madonna le cose a metà non le fa, di vedere se mio fratello si riprendeva definitivamente, senza alcun esito della malattia.
Oggi, a distanza di quattro anni, rilascio questa dichiarazione con gioia, riconoscenza e amore infinito verso la Madonna per il grande miracolo fatto non per i nostri meriti, ma per il Suo trionfo!
Grazie Mamma Santa!
Maropati, 16 aprile 2003.


In fede
Anile Mimma



 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu