PIETRINA ZAPPALA' - MADONNA DEL ROSARIO DELLE LACRIME DI SANGUE

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GUARISCE PRIMA DELL'INTERVENTO CHIRURGICO


Giorno 10 agosto arrivò, con un pulman di pellegrini, la signora Zappalà Pietrina, abitante ad Adrano (CT) in Via Prato 32. Per voto fatto, percorse la strada, dalla fermata dell’autobus alla casa dei Cordiano (circa 1Km), a piedi nudi.
Ella dichiarò:

<<Nel mese di luglio, in seguito ad una caduta, dovevo essere sottoposta ad un intervento chirurgico alla gamba presso l’Ospedale S. Marta di Catania.
La sera prima dell’intervento, venne a trovarmi la signora Starvaggi Angela, abitante ad Adrano, in Via Romeo N°4.
Angela mi diede un pezzo di cotone col sangue della Vergine e lo applicai alla gamba.
La mattina dopo fui portata in sala operatoria per l’intervento ma, già prima mi ero accorta che potevo muovere la gamba.
Lo dissi al chirurgo che, stupefatto, dovette accertarne la guarigione
>>.


In una dichiarazione scritta, in possesso del Parroco Anile, leggiamo:

Io mi chiamo Zappalà Pietrina ed ho ricevuto un miracolo dalla Madonna di Maròpati.
Dovevo subire un’operazione al ginocchio per una grave caduta. Ho invocato la Madonna e ho poggiato il cotone benedetto sul ginocchio e subito il male è sparito.
Il professore ha detto che è miracolo!

In fede
Zappalà Pietrina
Via Prato N° 32, Adrano (CT)




Nelle carte dell’Avvocato Cordiano esiste una Dichiarazione più approfondita datata 10 agosto 1972 e corredata di cartella clinica. Eccone il testo:

Io sottoscritta Zappalà Pietrina, nata ad Adrano (CT) il 26.03.1920 e ivi domiciliata in Via Prato N° 52, dichiaro quanto segue:
Nel mese di aprile di quest’anno sono caduta dalla scala di casa mia, battendo con il ginocchio destro per terra, per cui mi rimase fortemente indolenzito.
Successivamente, il 10 maggio, trovandomi ad una festa di S. Alfio a Trecastagni, sono caduta, andando indietro su di una vespa, per cui il ginocchio rimase quasi storpiato. Dopo di ciò stentavo a camminare. Ricorsi all’ortopedico della Cassa Mutua di Adrano, il dott. Giurandi da Catania, il quale mi ha fatto fare i raggi ad Adrano, sempre con la Cassa Mutua, e poiché non individuava bene la lesione, mi ha fatto ricoverare all’Ospedale S. Marta (Sala Auteri) di Catania. Qui, dopo le analisi di sangue, urine, etc. mi hanno fatto i raggi al ginocchio e mi è stato detto che dovevo essere operata e ingessata.
Il giorno prima di essere operata, sono venute a visitarmi la signorina Starvaggi Angela e la signora Monteleone Carmelina.
La signorina Starvaggi Angela mi ha detto che mi avrebbe mandato del cotone che lei aveva strofinato sul quadro della Madonna del Sangue di Maròpati. Le dissi che, siccome il giorno successivo sarei stata operata, non avrei fatto in tempo a passarlo sul ginocchio. La signorina mi pregò di mandare mio marito da lei lo stesso giorno, a prendere il cotone, così avrei avuto il tempo la notte di passarlo sulla parte ammalata. E così avvenne. Nella serata mio marito mi portò il cotone che io nascosi nel reggiseno e da cui, continuamente, lo prelevavo durante tutta la notte e lo passavo sul ginocchio ammalato.
L’indomani mi hanno fatto entrare in Sala Operatoria, accompagnata dall’infermiera, e mi hanno messo sul letto operatorio. Mi stavano per fare l’iniezione anestetica quando mi accorsi che il ginocchio era sbloccato e si muoveva normalmente. Riferii allora questo fatto al professore, il quale in procinto di operarmi dava l’ultimo sguardo alle lastre che mi erano state fatte.
Il professore  si avvicinò, mi toccò il ginocchio e mi fece fare alcuni movimenti per accertarsi della guarigione. Accortosi che tutto era normale, mi fece scendere dalla barella e mi domandò che cosa io abbia fatto per essere perfettamente guarita. Io riferii il fatto del cotone ed egli aggiunse che effettivamente doveva trattarsi di un miracolo. Mi ha tenuta ancora in osservazione per tre o quattro giorni dopodiché mi ha dimesso dall’ospedale senza avermi fatto alcuna cura.
Mi sento perfettamente guarita, tanto è vero che sono venuta, oggi 10 agosto 1972, scalza, facendo a piedi da casa mia al pulman e dal municipio di Maròpati alla casa della Madonna senza sentire alcun dolore né fastidio del pietrisco che io calpestavo.

Maròpati, 10 agosto 1972
Zappalà Pietrina


 
 
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