PADRE VINCENZO IDA' - MADONNA DEL ROSARIO DELLE LACRIME DI SANGUE

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PADRE VINCENZO IDA'

 


PADRE VINCENZO IDA'
Il Sacerdote delle Analisi

                        


Giorno
21 aprile Don Idà raccoglie, per ordine del Vescovo, una testimonianza scritta della signora Katia, che lui stesso porterà a Mileto.
Quando P. Idà consegnò la relazione al Presule, questi esclamò stizzito:
<<
Oh don Idà, mi dispiace di voi! Anche voi credete a queste sciocchezze!>>
Di tale referto si erano perse le tracce fino a poco tempo fa, quando lo scrivente ha reperito l’originale, vergato a mano, nelle carte dell’avvocato Cordiano. Probabilmente il Vescovo si limitò ad ascoltarne la lettura fatta da P. Idà, oppure fu redatta un’altra copia dattiloscritta.
Di seguito viene proposto il testo originale.

+ Ave Maria
Giorno 28 dicembre 1970, durante la notte, la signora Katia Cordiano ha sognato che il quadro della SS. Vergine di Pompei, che trovasi al capezzale del letto matrimoniale, si staccasse come da una nicchia e cominciasse a dondolare e, mentre dondolava, si staccava la Corona del Rosario dal suo braccio e mandava raggi e scintille luminosi, come di fuochi pirotecnici.
Il 3 gennaio 1971 si è spostato il quadro della Vergine SS. Di Pompei dopo un movimento del letto e s’è visto, sotto il quadro, una macchia di sangue che la signora Katia ha cercato di pulire con un giornale. E sul cuscino del letto, macchie di sangue abbondante che è penetrato financo nella lana del cuscino divenendo umido per un paio di giorni; è stato asciugato al sole.
Sera del 5 gennaio la macchia di sangue cancellata con il giornale è riapparsa e l’ha vista pure il marito don Giovannino, insieme al figlio Raffaele. La macchia di sangue è stata coperta da un pezzo di carta bianca e il crocifissino appeso di sopra alla carta. La carta sotto il crocifissino è rimasta intatta fino a sera del 23 febbraio, quando alle ore 19 si sono sentiti come due colpi alla porta e poi il quadro s’è visto spostato, come la prima volta. Il fenomeno fu visto dall’avvocato don Giovannino, dal figlio Antonello e dalla signora Katia. Sotto le mani del crocifissino si sono viste pure due strisce di sangue.
Sera del 2 marzo il Sac. Vincenzo Idà, chiamato come amico di famiglia, ha visto, insieme con il Sac. Luigi Penna, il quadro spostato ancora e le macchie di sangue sulla carta.
S’è cambiata la carta, conservandola nel tiretto insieme al cuscino macchiato di sangue.
Il Sac. Vincenzo Idà ha consigliato che si fissasse il quadro con due nuovi chiodi a forma di L. Naturalmente il Sacerdote ha esortato tutti i familiari ad accostarsi ai SS. Sacramenti e alla Chiesa. Lo stesso Sacerdote ha suggerito di sottoporre ad analisi scientifica un po’ di sangue. Sono state fatte due analisi e tutte due hanno dato risultato di sangue umano.
Mattina del 23 marzo, verso le ore 8:30, il figlio Vincenzino ha visto che dagli occhi della SS. Vergine sgorgavano lacrime di Sangue. Il fatto fu anche verificato dalla signora Katia e dalla sorella dell’Avvocato, Elvira. Questo nella mattinata.
La lacrimazione ha continuato e se ne vedono le impronte di sangue sul vetro del quadro.
Giorno 25 marzo, nella mattinata, l’avvocato don Giovannino vide sulla carta, dove era appeso il piccolo Crocifisso, due strisce larghe di sangue che scendevano. Subito il foglio macchiato s’è levato e conservato nel tiretto, umido ancora di sangue.
Sera del 6 aprile, martedì santo, alle ore otto, la signora Katia, come al solito, apriva il tiretto per baciare la carta macchiata di sangue, quando vide una croce di sangue liquido formatasi in mezzo alle due altre macchie, quelle che si erano formate il 25 marzo.
Per tre ore l’avvocato don Giovannino ha tenuto in mano la carta con la croce di sangue, sempre liquido, mentre era pure presente la signora Katia.
Dopo tre ore l’avvocato ha posto la carta con la croce di sangue sul comò, come detto, ma il sangue è rimasto sempre liquido, certamente fino all’una meno dieci, perché poi sono andati a letto. Al mattino il sangue era coagulato. Da notare che il sangue formatosi in forma di croce, si muoveva da solo sia nelle mani dell’avvocato, per tre ore, sia sul comò fino all’una meno dieci.
Venerdì santo, 9 aprile, sulla nuova carta bianca, sostituita con quella di prima su cui s’era formata la croce di sangue martedì santo e poi posta nel tiretto, si sono formate due croci di sangue vicino al piccolo Crocifisso, il sangue per tre ore, dalle ore 12 alle ore 15, s’è mantenuto liquido e semovente in tutte le direzioni, per sotto, per sopra, per i due lati, senza cadere a terra. Hanno assistito al fenomeno la signora Katia, l’avvocato don Giovannino e i figli Giuseppe e Antonello. Dopo tre ore il sangue s’è coagulato e fu posto nel tiretto.
Alle ore 18:30 circa, alla presenza di alcune Suore, parenti, il sangue delle due Croci è divenuto liquido nuovamente, mantenendosi liquido per circa un’ora.
Notte di Sabato santo, al suono delle campane che annunziavano la Resurrezione del Signore, l’avvocato e la signora hanno visto sul muro, sotto il quadro, come un’ombra di Croce impercettibile, che dopo una mezz’ora è diventata visibile e segnata di sangue, sangue che si muoveva senza uscire dai termini della Croce.
Mattina di Pasqua la croce di sangue s’è ingrandita e divenne di più sanguinante. Cessò di sanguinare lunedì dopo Pasqua, giorno 12 aprile, nella mattinata. Il sangue era sempre semovente. La croce di sangue si vede tuttora rossa e ben disegnata sotto il quadro, tutto macchiato pure dalle lacrime di sangue.
Da notare che dei due chiodi a forma di L uno è scomparso e l’altro è inutilizzato, perché il quadro da solo s’è posto sui vecchi chiodi.
Finita appena questa dichiarazione da parte della signora Katia, s’é verificato ancora il fenomeno della comparsa di sangue vivo nella croce sotto il quadro e il Sac. Idà ha asciugato con un po’ di cotone la macchia di sangue e s’è macchiato, sempre di sangue, il dito mignolo della mano sinistra.
In fede sottoscrivono la presente deposizione dettata al Sac. Idà dalla signora Katia Cordiano.

Maròpati, 21-4-1971 – ore 20

Katia Cordiano
Sac. Vincenzo Idà


(Dal libro: 30 di Prodigi di G. Mobilia)




 
 
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