LINA MERCURI - MADONNA DEL ROSARIO DELLE LACRIME DI SANGUE

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GUARISCE DA USTIONI




Giorno 21 agosto 1971 la bambina Mercuri Lina da Maròpati viene istantaneamente guarita da ustioni <<…sul collo, sul mento, sull’addome…>>. A risanarla è stata ancora una volta Lei, la Madonna delle Lacrime.

Ecco la toccante testimonianza scritta all’epoca dal padre della ragazza:



Io sottoscritto, Mercuri Santo, nato a Giffone (RC) il 27/11/1927 e residente a Roma in Viale Venezia Giulia 127, dichiaro quanto segue:

Nei primi giorni del mese di luglio dell’anno 1971 mi sono recato a Maròpati con la mia famiglia per trascorrervi, in casa di mia madre, come di consueto, le lunghe vacanze estive, dato che insegno in una scuola della Capitale.
Una sera di agosto, di cui non ricordo con precisione il giorno, la mia bambina, allora di circa sei anni, a nome Pasqualina, impaziente di mangiare subito della zuppa di pesce, costrinse la sua mamma a servirgliene una scodella. Mia moglie l’accontentò ma con precauzione, dato che la zuppa era bollente. Sistemò la scodella sulla tavola apparecchiata con una tovaglia di tela plastificata. La bambina, senza che nessuno di noi se ne accorgesse, cercò di avvicinare a sé la scodella ma, avendo trovato resistenza, dato che la scodella per il forte calore si era quasi attaccata alla tovaglia plastificata, tirò con forza causando il versamento del contenuto bollente sul mento, sul collo, sul torace e sull’addome, provocandosi una rilevante scottatura sulle parti suddette.
Allarmato per la gravità dell’accaduto, ho accompagnato, assieme ad alcuni familiari, la bambina dolorante e piangente dal dott. Giuseppe Pasquale della vicina Anoia Superiore, essendo assente il locale medico condotto.
Il dott. Pasquale, dopo aver visitato la bambina sulle parti visibilmente e fortemente arrossate, ci ha detto che si trattava di una forte scottatura e che bisognava provvedere con urgenza alla relativa medicazione, prescrivendo una pomata e delle iniezioni: queste ultime per evitare eventuale avvelenamento.
Erano circa le ore 23 quando abbiamo lasciato l’ambulatorio del dott. Pasquale per recarci nella vicina Cinquefrondi ad acquistare le prescritte medicine presso la farmacia del dott. Manferoce.
Fatto questo, ci siamo diretti verso Maròpati che dista circa sei chilometri. Durante tale percorso, la bambina, senza che nessuno di noi se ne accorgesse, aveva staccato un’immagine della Madonna di Pompei delle Lacrime di Sangue che io tengo in segno di devozione attaccata al cruscotto della macchina.
Nell’avvicinarci a Maròpati, la bambina ha smesso di lamentarsi, come se nulla fosse accaduto. Giunti a casa, scendendo dalla macchina e tenendo sempre la bambina in braccio a me, dato che alla guida della macchina c’era mio cognato, mi sono accorto della Madonna che la bambina teneva con tanta cura nella sua manina: l’ho presa e, nel rimetterla al suo posto, ho detto alla bambina che la Madonna l’avrebbe aiutata.
Giunto in camera da letto ho adagiato la piccola sul letto per praticarle le cure prescritte, ma lei si dimostrò restia alle mie ripetute insistenze, affermando più volte di stare bene, di non accusare più nessun bruciore e di voler mangiare.
Noi tutti, increduli a tale improvviso cambiamento, abbiamo insistito a che la bambina ci facesse controllare sotto il vestitino, pur avendo già constatato che il mento e il collo non presentavano più alterazione alcuna. È stato grande il nostro stupore quando abbiamo potuto accertare che, quanto affermava la bambina, era realtà: il forte rossore e le alterazioni della pelle erano scomparsi! Pasqualina ha insistito a che buttassimo i medicinali perché si sentiva ormai bene e voleva solamente mangiare. La nostra amarezza si è tramutata in gioia e ci siamo messi tutti a tavola, consumando la zuppa ancora calda, dopo tutto quel tempo trascorso.
A distanza di qualche giorno, la bambina, senza che io glielo chiedessi, mi ha detto che lei ricordava bene non solo la sera che si era scottata, ma che a guarirla era stata la Madonnina, alla quale lei, in macchina, aveva rivolto le sue preghiere.
Allora mi sono ricordato che quella sera, di ritorno a casa, scendendo dalla macchina, avevo levato dalle manine della mia bambina il quadretto con l’immagine della Madonna e l’avevo rimesso al suo posto, senza farci caso.
Ho riflettuto a lungo fino a convincermi che tale guarigione istantanea, completa e senza traccia successiva era da attribuirsi solamente ad una grazia che la Madonna ha voluto operare sulla mia bambina e rafforzare in me la grande fede che ho sempre avuto in Lei. Ma, a conferma di ciò, e a distanza di un anno, ho sognato,  per più notti, una donna vestita in nero che, ripetutamente, mi diceva:
<<Io ti ho fatto un grande favore, ma tu non me l’hai voluto ricambiare!>>
L’ho riferito in casa ed i miei non hanno fatto altro che raccomandarmi di stare attento e di essere prudente quando andavo in macchina. La bambina sentì del mio sogno e una sera mentre, come è di solito, eravamo usciti per fare delle spese, improvvisamente mi disse:
<<Papà, sai che io lo so chi è quella donna in nero che tu hai sognato! È la Madonnina vestita in nero perché Le è morto il Figlio!>> Dopo di che non ho più fatto lo stesso sogno.
Ritenendo, pertanto, quest’ultimo fatto come un richiamo, mi sono deciso a fare la presente dichiarazione, che rilascio in fede a tutta gloria e vanto della Madonna di Pompei delle Lacrime di Sangue di Maròpati.

Roma, 18.11.1973

In fede
Mercuri Santo



Segue la dichiarazione del Dottor Giuseppe Pasquale da Anoia Superiore (RC), il quale conferma di aver prestato soccorso, nel mese di agosto 1971, alla piccola Pasqualina, trovandola ustionata in varie parti del corpo.


 
 
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