Lacrimazione Volto Santo - MADONNA DEL ROSARIO DELLE LACRIME DI SANGUE

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Lacrimazione Volto Santo

 
Foto prima della lacrimazione
 
Foto dopo la lacrimazione


A distanza di circa 20 anni vogliamo rievocare, per non dimenticare, il Prodigio della sanguinazione di una immagine raffigurante il Volto di Cristo, che ha visto come protagonista la signorina Maria Francesca Furfaro da Plaesano, allora insegnante elementare a Feroleto della Chiesa, oggi pensionata, che abbiamo intervistato per richiamare l’attenzione dei mass media, ancora una volta, su quei fenomeni soprannaturali che si devono interpretare come estremi richiami della Madonna e di Gesù, all’umanità traviata che corre, inesorabilmente, verso l’autodistruzione.
Gli eventi prodigiosi di lacrimazioni e sanguinazioni di immagini della Madonna, di Cristo e anche di santi, di una certa rilevanza, iniziarono nel 1971 a Maropati, dove in casa dell’Avv. Giovambattista Cordiano, da un quadro della Madonna raffigurante la Vergine di Pompei, incominciarono a verificarsi sanguinazioni, lacrimazioni e manifestazioni di sangue. Il fenomeno, a distanza di quasi quarant’anni è tuttora vivo e il luogo è meta di pellegrinaggi. Per avere un’idea di ciò che è accaduto e accade ancor oggi, ci si può collegare con il sito dell’Associazione Madonna del Rosario delle Lacrime di Sangue. Un anno dopo, nel 1972, a Cinquefrondi, il quadro del Cuore Immacolato di Maria in casa della “veggente” Bettina Iamundo più volte sanguinò e così pure in altre parti d’Italia e del mondo accaddero fenomeni simili.
Il 6 giugno 1980 la signorina Furfaro si recò a Cinquefrondi per trovare Bettina; aveva con sé un’immagine raffigurante il volto di Gesù che aveva ricevuto dal Parroco don Eugenio Anile nella chiesa di Maropati.
La maestra poggiò la foto sul cuore dell’immagine della Madonna. Quando la ritiro, constatò con meraviglia e commozione che dall’occhio sinistro del Cristo fuoriusciva sangue vivo.
<<
Sono stati attimi di commozione e smarrimento – ha dichiarato tra le lacrime la Furfaro al corrispondente della Gazzetta del Sud, Carmelo Raschellà – poi mi sono ripresa e ho pregato tanto. Non mi interessa se la gente non crede a queste cose, o se la Chiesa ufficialmente le ignora. Sono certa della mia testimonianza>>.
La Testimonianza di Maria Francesca Furfaro viene ulteriormente confermata, anche se con la solita prudenza scientifica, da una dichiarazione scritta del dott. Raffaele Misiti  Tropeano, medico chirurgo di Cinquefrondi, in data 19.07.1980:
<<
Presa visione dell’immagine di un volto del Cristo sofferente,  immagine fornitami dalla signorina Furfaro Maria Francesca da Plaesano, dichiaro quanto segue: l’immagine presenta una macchia di natura non ben precisata, ma che può essere sangue, a partire dalla palpebra inferiore sinistra, che scende sullo zigomo sinistro, sul naso e sul mento lato sinistro. Altre macchie coprono la barba dal lato destro. Detta macchia, da quanto riferisce la suddetta, è sgorgata dall’occhio sinistro il 6 -6-1980 alle ore 10.
Si rilascia per gli usi convenevoli
>>.
Dalla descrizione del dott. Misiti Tropeano, sembrerebbe che l’immagine del Cristo abbia più volte lacrimato.

Tra i presenti alla prima lacrimazione, un medico  ha attestato: <<
Un rivolo di sangue scende dall’occhio sinistro, irrora lo zigomo, risale verso il lato sinistro del naso e si ferma all’angolo della bocca,.
La dinamica del fenomeno ha superato le leggi della fisica, in quanto il sangue sale, invece di scendere
>>.
Il prodigioso evento è documento visibile del Divino che, attraverso il linguaggio della cruenta lacrimazione, cerca di risvegliare i sensi sopiti degli uomini, nella speranza che riescano ad afferrare quello che con l’animo fanno fatica a comprendere.



LA STORIA DEL VOLTO SANTO




Negli anni 70 la professoressa Grazina Purpura da Geraci Siculo (PA), vide su un giornalino a colori un Volto Santo di Cristo che ha la seguente caratteristica: guardando verso le sopracciglia si vedono gli occhi aperti; guardando verso le ciglia inferiori si vedono gli occhi chiusi.
È  il Volto Santo della Veronica dipinto da Von Max nel 1874.
La prof.ssa fece delle piccole e grandi foto (una grande fu donata anche a Natuzza di Paravati).
Nel 1973 la stessa donò al parroco di Maròpati una piccola foto.
Il Parroco ne fece altre foto a colori, prima di sistemarla in un quadretto con vetro dal formato 13 cm. per 18 cm.
Tale quadretto risultò prodigioso: il 13 maggio 1979
Pistorale Agatina da Adrano pose sull’occhio destro del Volto un fazzoletto e subito comparvero dieci macchie di sangue rosso vivo.

Il primo giugno 1973 Grazina fece visita alla mistica stigmatizzata Teresa Musco.
Prima di andarsene, promise a Teresa che le avrebbe inviato i negativi  della fotografia raffigurante l’Ecce Homo. Quando Teresa ricevette i negativi, ne fece stampare tre copie. Una di queste copie disse di metterla nella stanza del quadro.
L’otto dicembre 1973, presente la stessa Grazina Purpura, a Maròpati, nella stanza del quadro sul vetro dell’
Ecce Homo di Teresa Musco, comparvero tre croci di sangue.
Per proteggere le croci, l’Avvocato Cordiano rivoltò il vetro, cosi che ancor oggi sono visibili.
Grazina, nella sua visita a Teresa, aveva espresso il desiderio che la Madonna macchiasse l’immagine in modo che i pellegrini che si recavano a Maròpati, vedendola, si commuovessero dinanzi all’Uomo dei dolori.
Durante la manifestazione di sangue, si macchiarono anche due fazzoletti, uno per Teresa e uno per il suo Direttore Spirituale, Padre Franco Amico.
Don Eugenio Anile, il parroco di Maropati, per divulgare l’effigie miracolosa, fece fare delle riproduzioni fotografiche che soleva donare ai pellegrini.
Una di queste, appunto, fu data alla signorina Furfaro.


(Per maggiori notizie Cfr. G. Mobilia,
Trent’anni di Prodigi, Arti Grafiche Femia, Gioiosa Jonica 2001).

 
 
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