GIORGIO BULZOMI' - MADONNA DEL ROSARIO DELLE LACRIME DI SANGUE

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GIORGIO BULZOMI'

 



IL GRANDE MIRACOLO CHE LA MADONNA HA FATTO A MIO PADRE


Correva l'anno 2008. Nel mese di aprile mio padre, Giorgio Bulzomì, si trovava in campagna ed era salito su una scala per recidere il ramo di un albero.
All'improvviso la scala si ribaltò e cadde in un burrone. Cominciò a lamentarsi, ma era ormai semincosciente.
Dei vicini, che stavano raccogliendo le olive, sentirono il suo lamento e lo soccorsero prontamente, chiamando il 118.
Fu trasportato all'ospedale Santa Maria degli Ungheresi di Polistena; venne sottoposto a Tac, ma con esito negativo.
Mio padre, però, continuava a lamentarsi e per due giorni rimase in uno stato di semincoscienza: non riconosceva nessuno, nemmeno i congiunti.
Restò dieci giorni all'Ospedale di Polistena, poi fu dimesso e ritornò a casa, a Maropati.
Dopo ben due mesi, precisamente il 7 giugno, improvvisamente si sentì male: non riusciva a pronunciare bene le parole e gli si erano paralizzati il braccio e la gamba.
Lo portammo nuovamente all'Ospedale di Polistena e da lì fu indirizzato presso il nosocomio di Palmi, dove i medici eseguirono una Tac di urgenza dalla quale risultarono due evidenti ematomi cerebrali.
Con la stessa ambulanza fu trasportato così nel Reparto di Neurochirurgia degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria dove rimase per due mesi, sottoponendosi ad accertamenti e a un intervento chirurgico.
Improvvisamente, però, gli salì la febbre a 39 °C che gli durò per oltre 20 giorni. I medici non sapevano che cosa fare e qual era la causa. Pensarono si trattasse di un'infezione e lo ricoverarono nel reparto di malattie infettive.
Durante questo  "calvario", mio padre era dimagrito tanto: non sembrava più lui, era invecchiato e sempre sofferente.
Una sera, mentre eravamo nel reparto Malattie infettive, perse nuovamente la parola e l'uso della mano e della gamba destra.
Mia madre mi aveva portato in ospedale un po' di cotone con il sangue della Madonna del Rosario di Maropati e l'immaginetta della Madonna che le aveva dato la sorella del Parroco don Eugenio Anile. Io presi il cotone con l'immaginetta e li passai sul corpo di mio padre, fiduciosa che la Madonna sarebbe intervenuta per guarirlo o almeno per ridargli la parola.
Piangevo, perché lo vedevo soffrire tanto. Poi, a un certo punto, mio padre riacquistò la parola e l'uso degli arti.
Nel mese di luglio subì un secondo intervento alla testa con asportazione di un osso infettato. Così piano piano si riprese e, i primi del mese di agosto, tornammo finalmente a casa.
Io continuo sempre a pregare con fede la Madonna del Rosario delle Lacrime di Sangue, per avermi esaudita e per il grande miracolo che ha fatto a mio padre.



Autorizzo l'Associazione Madonna del Rosario delle Lacrime di Sangue a divulgare la testimonianza.

Maropati, 11 dicembre 2010
In fede
Rosella Bulzomì

 
 
 
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