DANIELA SORBARA - MADONNA DEL ROSARIO DELLE LACRIME DI SANGUE

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DANIELA SORBARA

 

Io sottoscritta Sorbara Daniela, nata a Maropati il 08/08/1963 ed ivi residente, dichiaro quanto segue:

Nel 2002 ero in attesa di un bambino e tutto procedeva bene fino a quando, a seguito di una ecografia di routine alla XXI settimana di gravidanza, il ginecologo che mi seguiva riscontrava nell’addome della bambina (durante quell’ecografia vide che era una bambina) un’ansa intestinale dilatata rispetto all’epoca gestazionale e mi consigliò di eseguire un esame più approfondito per avere una diagnosi esatta; lui stesso fissò un appuntamento urgente a Roma, presso il Centro Artemisia di Medicina Prenatale, per un’ecografia di III livello (09/09/2002).
Dopo otto giorni mi recavo nel Centro per sottopormi a visita, in presenza, altresì, di un’equipe medica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù; il controllo confermava:
“Una importante dilatazione di un’ansa intestinale, probabilmente digiunale. Il diametro risulta essere di 12 mm quando i valori massimi consentiti per l’epoca gestazionale sono di circa 2 mm”.
Si leggeva ancora nel referto:
“Il quadro clinico è riferibile ad occlusione intestinale che merita successiva conferma ed eventuale trattamento chirurgico alla nascita”.
Dopo la prima visita altre ne seguirono e, ogni quattro settimane, come da prescrizione medica (anche perché si temeva la perforazione dell’ansa dilatata, con gravi conseguenze per la bambina e per me), mi sottoponevo a controllo ecografico, presso l’Ospedale Bambino Gesù, ove si confermava la medesima diagnosi.
Lascio immaginare la mia disperazione e l’ansia al solo pensiero che la mia bambina, nelle prime 24 ore di vita, doveva essere sottoposta ad un intervento chirurgico all’addome, con tutte le conseguenze che ne potevano derivare.
Tornando da Roma, dopo un controllo, incontrai la signorina Mimma Anile (sorella del Parroco di Maropati), la quale mi chiese notizie della mia salute e, comunicandole quanto mi stava accadendo, le chiesi di pregare per la mia bambina e per me; la stessa, dopo qualche giorno, mi diede una reliquia della Madonna del Rosario delle Lacrime di Sangue che io, con tanta fede, passai sulla mia pancia e tenni con me per tutto il periodo della gravidanza, portandola anche nei successivi viaggi che feci a Roma.
Durante i mesi che seguirono ho avuto diversi segni della Madonna, trovando alcuni indumenti della casa appena lavati macchiati di sangue. Comunque, per la mia bambina tante persone e gruppi di preghiera hanno pregato, sia nel paese che fuori, sostenendomi con la loro preghiera in quei momenti difficili.
Il 13 dicembre mi sottoposi ad un’altra visita da una dottoressa del Centro di Chirurgia Neonatale di Cosenza, per verificare se era possibile effettuare il parto presso una locale Clinica, per evitare il viaggio a Roma.
La stessa confermò la diagnosi e mi rassicurò dicendomi che, subito dopo il parto, la bambina poteva essere trasferita al Centro di Cosenza per l’intervento, senza alcun rischio.
Il 9 gennaio 2003, alle ore 12:45, a Cinquefrondi (RC), con taglio cesareo, è nata Maria Francesca, in ottimo stato di salute fisica e mentale, senza necessità di interventi, terapie o altro, con grande stupore dei medici che erano al corrente della situazione.
La Madonna ha esaudito le mie preghiere e di chi ha condiviso con me quei momenti.
GRAZIE, MAMMA CELESTE!

Maropati, 09/01/2004
Daniela Sorbara





 
 
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